Parlamento. Mozione Binetti Su Trapianti

(DIRE-notiziarioSanita’) Roma, 9 mar. - Mozione (prima firma Binetti) alla Camera sui trapianti e sull’allarme del ministro Maroni sulla scomparsa di minori non accompagnati.
Il testo La Camera, premesso che: il Ministro dell’interno ha recentemente affermato che ci sono dei dati molto concreti che evidenziano uno stretto rapporto tra la scomparsa di bambini immigrati dai diversi centri di accoglienza e il traffico d’organi legato alla chirurgia dei trapianti; la normativa italiana in materia di trapianti e’ tra le piu’ avanzate e garantiste del mondo e prevede una serie di norme costantemente aggiornate nel tempo, anche per quanto attiene ai trapianti che coinvolgono norme di tipo internazionale; in Italia dal 1999 e’ stato attivato il sistema informativo del Centro nazionale trapianti (CNT), che regola la donazione e il trapianto degli organi e ha il compito di armonizzare le attivita’ degli ospedali, l’emissione di regole comuni e condivise, la verifica del processo di donazione e trapianto, il controllo della qualita’ dei per corsi ospedalieri, il miglioramento della trasparenza e dell’informazione nei confronti del cittadino. Il Centro nazionale trapianti, organo tecnico del Ministero della salute, promuove e coordina e indirizza l’attivita’ di donazione e trapianto di organi e tessuti a livello nazionale attraverso l’emanazione di linee guida e protocolli. Con la consapevolezza che le tecnologie informatiche possono fare molto in un settore in cui la condivisione delle informazioni e soprattutto la velocita’ della comunicazione sono decisive, il sistema informativo del CNT ha obiettivi molto precisi: a) registrare e raccogliere le dichiarazioni di volonta’ di donazione di organi e tessuti da parte dei cittadini; b) raccogliere in modo automatico tutti i dati sull’attivita’ di prelievo e trapianto svolta dalle strutture distribuite sul territorio (rianimazioni degli ospedali, centri trapianto coordinati a livello regionale e interregionale); c) mettere in collegamento domanda e disponibilita’ di organi (raccolta delle liste di attesa standard, gestione liste di attesa delle urgenze, gestione programmi di trapianto a valenza nazionale, gestione del registro trapianti da vivente); d) permettere la condivisione di informazioni tra tutti i soggetti del ½sistema trapianti» e la loro cooperazione a livello regionale, nazionale e internazionale; i soggetti attualmente coinvolti nell’utilizzo del Sistema informativo trapianti sono: il Ministero della salute, il Centro nazionale trapianti, 3 centri di coordinamento interregionale, 23 centri di coordinamento regionali, 197 ASL; in Italia il coordinamento delle attivita’ di donazione, prelievo e trapianto e’ articolato su quattro livelli: locale (Asl, centri trapianto), regionale, interregionale (centri regionali ed interregionali di riferimento per i trapianti) e nazionale (Centro nazionale trapianti); il coordinamento locale si avvale di medici esperti nel processo di identificazione del potenziale donatore, con il compito di seguire le fasi del processo di donazione tra cui il rapporto con le famiglie dei donatori, l’espletamento di tutte le procedure connesse al prelievo e la trasmissione al centro regionale dei dati relativi ai potenziali donatori, e di promuovere sul territorio le iniziative di informazione; il coordinamento regionale trapianti coordina le attivita’ di raccolta e di trasmissione dei dati delle persone in attesa di trapianto, l’attivita’ di prelievo e i rapporti con le rianimazioni del territorio, controlla l’esecuzione dei test immunologici per il trapianto, procede all’assegnazione degli organi, cura i rapporti con il centro interregionale di riferimento, con le autorita’ sanitarie regionali e con le associazioni di volontariato; e’ il coordinamento interregionale che si avvale delle tre organizzazioni interregionali attualmente esistenti, che con la loro attivita’ coprono l’intero territorio nazionale: nitp, airt, ocst; ogni fase e’ quindi accompagnata da strutture che fanno capo al Centro Nazionale/trapianti nonche’ al Ministero della salute; le attivita’ di prelievo e di trapianto, interessano un grande numero di specialisti che cooperano e formano dando vita ad un processo articolato e complesso nel quale sono coinvolte diverse strutture e competenze. Per cui prima di giungere al trapianto, si passa attraverso fasi diverse, tutte essenziali per il buon esito dell’intervento e tutte controllate dal CNT attraverso le sue articolazioni: a) diagnosi e cura dei riceventi in attesa; b) gestione delle liste d’attesa secondo criteri condivisi e trasparenti; c) diagnosi e cura del futuro donatore in rianimazione e accertamento collegiale della morte; d) prelievo degli organi nell’ospedale che ha trattato il donatore; e) individuazione dei riceventi dalla lista d’attesa e loro preparazione al trapianto; f) analisi, conservazione, trasporto e distribuzione degli organi; g) trapianto dei singoli organi; h) cura post-operatoria dei trapiantati e loro riabilitazione; due sono i soggetti che nel processo di trapianto hanno un ruolo prioritario: il donatore e i riceventi e si procedera’ al prelievo solo dopo che un’apposita commissione di tre medici, neurologo, rianimatore e medico legale, avra’ accertato la morte effettiva. Solo a questo punto il potenziale donatore verra’ segnalato al centro di riferimento dei trapianti che si occupa di effettuare ulteriori analisi, dopo avere ricevuto campioni di sangue e tessuto linfatico. Solo dopo aver effettuato i debiti controlli il centro si preoccupa d’informare i vari ½trapiantatori» sulla disponibilita’ degli organi da trapiantare e con loro individua a chi debba essere data la priorita’ tra i riceventi in lista d’attesa; per eseguire i trapianti l’ospedale ha bisogno di un’autorizzazione del Ministero della salute sia per effettuare il trapianto sia nella fase operatoria; esso necessita di strutture ben organizzate e all’avanguardia, perche’ l’intervento va fatto velocemente da parte di un’organizzazione efficiente e preparata, dal momento che gli organi una volta prelevati deperiscono in fretta; e cio’ anche nella successiva fase, di riabilitazione che rappresenta un elemento essenziale per la piena riuscita dell’intervento; nel 2008 sono stati segnalati: 2273 donatori, 2817 trapianti, di cui 129 da vivente, nel 2009 sono stati segnalati: 128 donatori, 111 trapianti di cui 1 da vivente, ad oggi sono 10278 le persone in lista d’attesa e 86279 i cittadini che si sono registrati presso le ASL per dare il loro consenso alla donazione d’organi, impegna il Governo: ad assumere tutte le misure atte a garantire ai minori presenti nei Centri di accoglienza non solo tutte le condizioni indispensabili alla loro qualita’ di vita, cosi’ come sono previste dalla Carta dei diritti dei minori, ma anche e prima di tutto la sicurezza personale che consenta di escludere a priori che i minori presenti nei centri di accoglienza possano essere sottratti alla necessaria vigilanza per qualsiasi tipo di sfruttamento, tra cui quello denunciato dal Ministro appare come il piu’ disumano e il piu’ indegno della cultura e della tradizione italiana; ad evitare che questa oggettiva frammentazione della rete di sicurezza che circonda i bambini nei Centri si risolva in una sorta di schedatura in cui la privacy dei bambini viene violata per coprire una istanza di sicurezza che potrebbe e dovrebbe essere gestita in modo diverso; a garantire che i Centri di Trapianti operino sempre e solo in conformita’ della normativa vigente, avendo sempre perfettamente sotto controllo la tracciabilita’ di tutti gli organi impiantati; a potenziare la campagna per la donazione degli organi in Italia, chiarendo una volta per tutte che il prelievo degli organi avviene solo in presenza di certa e documentata diagnosi di morte cerebrale, in cui sono coinvolti tutti e solo gli esperti delle diverse aree previste dalla legge, sia a livello medico che a livello di tecnici di neuro-fisio-patologia; ad adottare iniziative per prevedere che i pazienti che abbiano subito un intervento di trapianto all’estero siano muniti di una documentazione clinica che garantisca che le modalita’ di intervento sono avvenute nel pieno rispetto dei diritti umani: di quelli del donatore e di quelli del ricevente; a coinvolgere in occasione del prossimo G8, nella sezione che piu’ specificamente si occupera’ dei grandi temi della salute, tutti i Capi di Governo perche’ si impegnino a stroncare qualsiasi tipo di traffico d’organi, offrendo ai potenziali donatori concrete ed effettive alternative per affrontare la loro poverta’ e denunciando qualsiasi clinica o ospedale che si presti a questo infame mercato umano.
(1-00106) Binetti, Bossa, Grassi, Berretta, Pedoto, Servodio, Mosella, Calgaro, Enzo Carra, Marco Carra, Bobba, Livia Turco, Narducci, Farinone, Corsini, Lenzi, Concia, Cavallaro, Letta, Gasbarra, Gentiloni Silveri, Garofani, Boccuzzi, Causi, Mura, De Pasquale, De Torre, D’Incecco, Mosca, Murer, Migliavacca, Coscia, Sbrollini, Calearo Ciman»

Proposta Di Legge Sui Rimborsi Degli Amministratori Locali

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PROPOSTA DI LEGGE

1. l’articolo 80, comma 1, del Testo Unico delle leggi sull’Ordinamento degli enti locali, di cui al D.Lgs 18 agosto 2000, n. 267, è sostituito dal seguente.

“Le assenze dal servizio di cui ai commi 1, 2, 3 e 4 dell’articolo 79 sono retribuite al lavoratore dal datore di lavoro. Gli oneri per i permessi retribuiti sono a carico dell’ente presso il quale i lavoratori dipendenti esercitano le funzioni pubbliche di cui all’articolo 79. L’ente, su richiesta documentata del datore di lavoro, è tenuto a rimborsare quanto dallo stesso corrisposto, per retribuzioni ed assicurazioni, per le ore o giornate di effettiva assenza del lavoratore. In nessun caso il rimborso mensile deve superare il 50% della indennità spettante all’assessore dell’ente d’appartenenza. Il rimborso viene effettuato dall’ente entro trenta giorni dalla richiesta. Le somme rimborsate sono esenti da imposta sul valore aggiunto ai sensi dell’articolo 8, comma 35, della legge 11 marzo 1988. n. 67”.

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“Onorevole collega: ritengo doveroso affrontare ora più che mai e proprio in apertura di questa Legislatura alcuni disonorevoli abusi della politica ed in particolare quelli relativi al rapporto tra chi ha l’onere e l’onore di ricoprire una carica elettiva e l’ente locale presso cui la svolge.
Un rapporto che deve essere fondato sulla correttezza, certamente sulle norme del Testo Unico sull’Ordinamento degli Enti locali, ma soprattutto su di un’etica oggettiva che deve porre al primo posto il rispetto rigoroso della istituzione in cui si è stati eletti. Un rispetto che va al di là della passione politica, dell’impegno, delle personali qualità, e che non può prescindere dal contenimento massimo dei costi che gravano sulla Pubblica Amministrazione derivanti dalla propria funzione, che il Legislatore ha voluto comprendere nelle articolazioni dell’Ordinamento fissando alcune regole a garanzia di coloro che, volendo dedicarsi alla politica e alla amministrazione, sacrificano parte della propria vita professionale.
Garanzie che, purtroppo, sono state dilatate fino al superamento di quella linea etica ed istituzionale che non va mai oltrepassata. Linea che è stata in molti casi gravemente superata, “violentando” l’articolo 80 del suddetto Testo Unico, che prevede che “gli oneri per i permessi retribuiti di lavoratori dipendenti siano a carico dell’Ente in cui si è stati eletti”.
È il caso dei consiglieri di Municipi, Comunità Montane, Comuni sopra i 15.000 abitanti e delle Province, che hanno diritto al rimborso per i permessi previsti per lo svolgimento dell’attività amministrativa. L’Ente locale infatti, su richiesta documentata del datore di lavoro, è tenuto a rimborsare quanto dallo stesso corrisposto. Rimborsi che vanno ad aggiungersi ai gettoni di presenza già previsti per i consiglieri, e dovuti per lo svolgimento dell’attività istituzionale.
Casi di consiglieri assunti con grande sollecitudine dall’azienda famiglia, con immediato e sorprendente innalzamento della retribuzione personale, comunque rimborsata dall’Ente pubblico di appartenenza. Casi di dipendenti di azienda privata promossi velocemente, con nuovi e cospicui stipendi, a manager di quella medesima società. Retribuzioni dorate rimborsate direttamente dal Comune o dalla Provincia, dove si è stati eletti.
Caro collega, ritengo opportuno porre dei paletti per il rispetto di quella linea che molti hanno impropriamente superato, con grave discredito per la politica, per la Pubblica amministrazione, ma soprattutto per quegli eletti, tanti, che hanno sempre rispettato i cittadini e l’istituzione. Per questo pongo alla tua attenzione la modifica dell’articolo 80 del T.U. che fissi un limite ai rimborsi.
Gli oneri per i permessi retribuiti dovranno comunque essere a carico dell’Ente pubblico, ma correlati alle retribuzioni previste per la carica di assessore. Ritengo legittimo prevedere il rimborso al datore di lavoro dell’onere mensile, ma nella misura massima del 50% della indennità corrisposta all’assessore dell’Ente locale presso il quale il consigliere è stato eletto.”

I COFIRMATARI:

  • ON. MASSIMO POMPILI
  • ON. PIETRO TIDEI
  • ON. ANTONIO BORGHESI
  • ON. DOMENICO ZINZI
  • ON. LAURA GARAVINI
  • ON. GERO GRASSI
  • ON. TERESIO DELFINO
  • ON. GIOVANNI BURTONE
  • ON. GIUSEPPINA SERVODIO
  • ON. CARLO MONAI
  • ON. MARCO FEDI
  • ON. GIAMPAOLO FOGLIARDI
  • ON. ROSA MARIA VILLECCO CALIPARI
  • ON. ENZO CARRA
  • ON. LUCIA CODURELLI
  • ON. GIAMPAOLO CATONE
  • ON. GABRIELLA CARLUCCI
  • ON. MAURIZIO TURCO
  • ON. MARCO BELTRANDI
  • ON. RITA BERNARDINI
  • ON. MARIA ANTONIETTA FARINA COSCIONI
  • ON.ELISABETTA ZAMPARUTTI
  • ON. MATTEO MECACCI
  • ON. LORENZO RIA
  • ON. PAOLA DE MICHELI
  • ON. ARMANDO DIONISI
  • ON. FEDERICA MOGHERINI
  • ON. COSTANTINO BOFFA
  • ON. ANDREA ORLANDO
  • ON. EMILIA DE BIASI