Democratic Day: Cittadini Ci Chiedono Di Far Ripartire Italia

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“Fra le tante persone che ho incontrato questa mattina c’è la convinzione del ’si può fare’. Gli elettori ci chiedono di far ripartire il Paese, di ritrovare l’orgoglio di essere italiani. Sicurezza, salari, prospettive concrete per i giovani sono le cose che più stanno a cuore ai cittadini e credo che con Walter Veltroni alla guida del Pd si possa fare davvero qualcosa di grande”. Con queste parole, Enrico Gasbarra, candidato alla Camera nel Collegio Lazio 1, ha commentato il grande afflusso di cittadini ai gazebo allestiti per il Democratic Day.

Gasbarra ha iniziato il suo giro cittadino dal gazebo di piazza Fiume, dove si è recato anche il candidato premier del Partito Democratico Walter Veltroni.

“C’è molta attenzione da parte dei cittadini, che hanno voluto dimostrare il loro affetto per il Pd – ha aggiunto Gasbarra – Quello di oggi è un ulteriore momento di confronto e di rapporto diretto gente per spiegare la nuova sfida per migliorare la qualità della vita dei romani. C’è molto consenso per Francesco Rutelli e Nicola Zingaretti, ed oggi il folto numero di cittadini in piazza ci fa ben sperare. Credo che oggi ci sia più affluenza che nel giorno della primarie”.

Democratic Day

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Domenica 30 marzo, dalle ore 11:30, Enrico Gasbarra - candidato per il PD nel collegio Lazio 1, incontra i cittadini al gazebo di piazza Fiume a Roma.

Fosse Ardeatine: Ricordare Dovere Per Tutti, Senza Divisioni

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“Ricordare l’eccidio delle Fosse Ardeatine è un dovere per tutti, senza divisioni ideologiche e politiche, perchè rappresenta una ferita profonda della nostra storia, della storia di questa città”.

Lo dice in una nota Enrico Gasbarra, nell’anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine.

“Il dolore dei familiari di chi perse la vita in quel 24 marzo rappresenta un’eredità che dobbiamo rispettare ogni giorno. Appartengo ad una generazione di mezzo che non ha grandi meriti  - conclude Gasbarra - ma che guarda con fiducia ai più giovani ai quali abbiamo il dovere di spiegare che certe follie sono avvenute veramente, che certi simboli che a volte troviamo sugli zaini, nei bagni delle scuole o negli stadi, sono simboli di morte, di distruzione che negano la vita e quei valori democratici per cui i loro nonni hanno lottato”.