La Camera,
premesso che:
- il decreto-legge in esame è volto a prevedere la possibilità di un intervento statale a sostegno delle banche che dovessero trovarsi in situazione di instabilità a seguito della seria crisi finanziaria in cui versa il sistema bancario e creditizio mondiale;
- è lo stesso titolo del decreto a prevedere che le misure siano finalizzate non solo alla stabilità del sistema creditizio ma anche alla continuità nell’erogazione del credito alle imprese e ai consumatori;
- le norme del provvedimento in esame autorizzano il Ministero dell’economia e delle finanze a sottoscrivere o garantire aumenti di capitale deliberati da banche italiane che presentino una situazione di inadeguatezza patrimoniale accertata dalla Banca d’Italia;
- a fronte di queste disposizioni sembrano però essere assenti misure che realmente garantiscano i cittadini, siano essi piccole e medie imprese, siano essi mutuatari in difficoltà con i pagamenti;
- nell’attuale fase di emergenza che dall’economia finanziaria, data la dimensione e la diffusione dei soggetti coinvolti, si sta rapidamente estendendo all’economia reale tali misure sono, invece, necessarie per sostenere l’economia ed evitare che la crisi si ripercuota sui soggetti più deboli,
impegna il Governo:
a vigilare e ad adoperarsi in ogni modo, per quanto di sua competenza, affinché le operazioni di cui all’articolo 1 del decreto in esame siano associate all’impegno da parte degli istituti di credito a garantire, attraverso apposite clausole inserite nel programma di stabilizzazione, che:
- a) sia mantenuto inalterato il trend storico dei flussi di credito erogati alle piccole e medie imprese;
- b) sia facilitato il ripagamento dei mutui per l’acquisto della prima casa attraverso il contenimento dei tassi applicati;
- c) non si facciano scattare le ipoteche sulle prime case delle famiglie in difficoltà ovvero sia consentito a tali famiglie di alloggiare nelle case che hanno comprato ma che non sono più in grado di pagare;
- d) siano modificati gli schemi retributivi del management, escludendo inizialmente la corresponsione di premi e bonus e rivedendo poi il complessivo schema di incentivazione dei manager, ancorandolo non più a obiettivi di breve termine, ma a parametri di lungo periodo;
ad inserire i dati relativi agli andamenti delle suddette variabili nella relazione che il Ministro dell’economia e delle finanze trasmetterà trimestralmente al Parlamento.
9/1762/41. Causi, Fluvi, Carella, Ceccuzzi, D’Antoni, De Micheli, Fogliardi, Gasbarra, Graziano, Losacco, Marchignoli, Pizzetti, Ria, Sposetti, Strizzolo.