(ANSA) - ROMA, 27 SET - Sconfitta ‘in casa’ per Dario Franceschini: la storica sezione del Pci di via dei Giubbonari nel cuore del centro storico di Roma, oggi circolo del Pd al quale e’ iscritto il segretario del partito, ha consegnato la vittoria al suo principale rivale, Pier Luigi Bersani.
L’ex ministro infatti si e’ aggiudicato il 57% delle preferenze (227 voti) contro il 22% del leader in carica (88 voti). Al 18,3% la mozione che fa capo a Ignazio Marino con 74 voti; al totale si aggiunge un pugno di schede nulle, bianche o contestate.
A fornire i dati e a commentare la lunga giornata di congresso, iniziata questa mattina con una nuova sessione di dibattito dopo quelle di ieri mattina e di ieri pomeriggio, e’ il segretario del circolo Matteo Costantini, ex democristiano e bersaniano: ”Ha pagato - ha spiegato - il lavoro che abbiamo fatto sul territorio e non le dinamiche nazionali. Bersani esce premiato perche’ della sua mozione quello che ha convinto gli iscritti e’ l’idea di ‘partito pesante’. Ora quello che tutti ci auguriamo e’ che, al di la’ di chi vincera’, ci sara’ una gestione unitaria del partito”.
Il seggio e’ rimasto aperto dalle 16 alle 22. Franceschini ha votato verso le 19, racconta Costantini, ma tutto il pomeriggio e’ stato una sfilata di volti noti della politica italiana. Alle porte di via dei Giubbonari hanno bussato infatti anche il senatore Marco Follini (bersaniano) e i deputati Furio Colombo ed Enzo Carra (franceschiniani); hanno scelto Bersani anche l’ex presidente della Provincia di Roma Enrico Gasbarra, oggi parlamentare, e l’ex ministro Alessandro Bianchi.
Per Franceschini anche l’ex presidente del I Municipio di Roma, oggi consigliere provinciale, Giuseppe Lobefaro, mentre al dibattito della mattina ha partecipato tra gli altri il neoassessore alle Politiche della sicurezza della Regione Lazio Luigina Di Liegro, anche lei per il segretario in carica.
”I Giubbonari - ha concluso il segretario Costantini - sono diventati un vero laboratorio del Pd, dove si mischiano le provenienze e le esperienze. E’ questo il senso del Pd che vogliamo”.(ANSA).